IL GRANDE CONSIGLIO DEL MAR MEDITERRANEO
C’era una volta un mare grandissimo e azzurro che amava sentirsi importante.
Si chiamava Mar Mediterraneo e, da migliaia di anni, bagnava le coste di tanti Paesi. Era un mare curioso: conosceva isole, città, porti, spiagge, pesci colorati e persino antiche storie di pirati.
Ma il Mediterraneo non era solo.
Aveva tanti “fratelli” che vivevano dentro di lui.
A nord-ovest c’era il Mar Ligure, elegante e tranquillo, che amava guardare le montagne e le barche a vela.
A ovest e a sud c’era il Mar Tirreno, che si vantava di conoscere benissimo le isole e i vulcani.
A est c’era il Mar Adriatico, che adorava le lunghe spiagge e i fondali pieni di vita.
Più a sud-est c’era il Mar Ionio, profondo e misterioso, sempre pronto a raccontare storie antichissime.
E poi c’era il Mar Egeo, con le sue tante isole, che passava molto tempo a giocare a nascondino tra una costa e l’altra.
Un mattino il Mediterraneo convocò tutti.
— Fratelli! Abbiamo un problema!
Il Ligure arrivò con una barchetta a vela.
— Che succede? Una tempesta?
— Peggio! — rispose il Mediterraneo.
Il Tirreno arrivò facendo onde.
— Un mostro marino?
— Peggio!
L’Adriatico arrivò di corsa.
— Una gara di nuoto senza di me?
— Peggio ancora!
Il Mediterraneo sospirò.
— Gli esseri umani stanno riempiendo le nostre acque di plastica e rifiuti.
Tutti rimasero in silenzio.
Persino l’Egeo smise di giocare a nascondino.
— Io ieri ho trovato una bottiglia di plastica — disse tristemente.
— Io una busta — aggiunse il Tirreno.
— Io una cannuccia — disse l’Adriatico.
— E io una vecchia rete da pesca — concluse lo Ionio.
A quel punto il Mediterraneo ebbe un’idea.
— Dobbiamo mandare agli esseri umani un messaggio!
— Una lettera? — propose il Ligure.
— Un messaggio in bottiglia! — gridò l’Adriatico.
— NO! — esclamarono tutti insieme.
— Giusto… — disse l’Adriatico imbarazzato. — Ho scelto proprio il momento sbagliato per proporlo.
Decisero allora di organizzare una grande festa sulla spiaggia.
Il giorno stabilito arrivarono bambini, famiglie, pescatori, subacquei e tanti volontari.
Quando tutti furono riuniti, il Mediterraneo fece una grande onda.
SPLASH!
Una bambina si guardò i piedi.
— Avete visto? Il mare ci sta parlando!
— Che cosa dice? — domandò un bambino.
La bambina ascoltò attentamente.
Il Mediterraneo sussurrò:
— Io vi regalo pesci, conchiglie, tramonti, vento e spiagge. Ma ho bisogno che voi vi prendiate cura di me.
I bambini guardarono la spiaggia.
C’erano bottiglie, pezzi di plastica, lattine e cartacce.
— Allora cominciamo subito! — disse uno di loro.
E tutti si misero al lavoro.
Raccolsero i rifiuti, li divisero correttamente e riempirono tantissimi sacchi.
Ma non si fermarono lì.
Decisero di usare meno plastica, di non lasciare rifiuti sulla spiaggia, di rispettare gli animali marini e di spiegare anche agli altri quanto fosse importante proteggere il mare.
Da quel giorno, ogni volta che qualcuno lasciava cadere un rifiuto sulla spiaggia, sentiva una vocina:
— Ehi! Non sono un pesce! Non mangio plastica!
Era l’Adriatico che faceva il burlone.
— Oppure potresti usare il cestino — aggiungeva il Ligure.
— E magari raccogliere anche quello che trovi per terra — suggeriva il Tirreno.
— Perché il mare è di tutti! — ricordava lo Ionio.
— E tutti devono proteggerlo! — concludeva l’Egeo.
Il Mediterraneo sorrideva.
Le sue acque tornarono a brillare sotto il sole e i pesci ricominciarono a nuotare felici.
Da allora, quando una persona si prende cura del mare, una piccola onda arriva sulla riva.
SPLASH!
È il Mediterraneo che dice:
— Grazie!
E se un giorno, andando in spiaggia, vedrete un’onda fare un piccolo saltello…
non preoccupatevi.
Forse il Mediterraneo sta semplicemente facendo un applauso.
IL MESSAGGIO DEL MEDITERRANEO
Il mare non è un grande cestino.
È una casa piena di vita.
Se rispettiamo il mare, proteggiamo gli animali, le piante, le coste e anche il nostro futuro.
E ricordate:
Ligure, Tirreno, Adriatico e Ionio,
insieme fanno un grande patrimonio!
Con l’Egeo e il Mediterraneo,
il nostro mare diventa più bello e più sano!
