Le colline sono rilievi di modesta altezza con cime tondeggianti e dolci pendii. Esse
hanno un’altitudine superiore ai 200 metri e inferiore ai 600 metri sopra il livello del mare.
A causa della modesta altitudine, il clima è mite e le nevi invernali si sciolgono
rapidamente: non ci sono perciò ghiacciai e i corsi d’acqua scarseggiano.
Le colline sono formate da terreni argillosi e da rocce tenere.
Quando piove, l’acqua non viene assorbita dall’argilla e scende rapidamente erodendo il
terreno e provocando pericolose frane.
Fin dall’antichità, sulle colline sorsero molti paesi perché l’ambiente è favorevole alla vita e
alle attività dell’uomo.
Lungo i pendii dolci e soleggiati delle colline, si trovano coltivazioni di cereali (grano,
orzo…), alberi da frutto, viti e olivi.
Accanto all’attività agricola si sono sviluppate nel tempo anche le attivita artigianali e le
piccole industrie legate alla trasformazione dei prodotti agricoli, per la produzione di olio,
vino, conserve di frutta, pasta….
LA FORMAZIONE DELLE COLLINE
Proprio come le montagne, anche le colline hanno un’origine lontana nel tempo e si sono
formate in modi differenti.
LA COLLINA E L’UOMO
La temperatura mite per buona parte dell’anno, rende la collina molto adatta all’agricoltura.
Sul versante quasi sempre all’ombra, l’uomo pianta alberi per impedire le frane che si verificano quando cade molta acqua.
Sul versante esposto al sole, l’uomo scava attorno alla collina dei fossi per
raccogliere l’acqua della pioggia e condurla verso il basso senza danneggiare le coltivazioni.
Inoltre, sui versanti più ripidi, l’uomo ha costruito dei terrazzamenti, cioè dei
“gradoni” di terra, trattenuti da muretti che impediscono le frane, sulla base dei gradoni, è possibile coltivare grano, ortaggi, viti, olivi e alberi da frutta
La presenza di prati favorisce l’allevamento
Negli ultimi anni molti casolari, un tempo abbandonati dall’uomo per trasferirsi nelle città, sono stati ristrutturati e trasformati in agriturismi, posti che ospitano quei turisti che amano stare a contatto con la natura, scoprendo abitudini e tradizioni alimentari locali.
Il disboscamento
In montagna e in collina le attività produttive comportano spesso il disboscamento, cioè l’abbattimento degli alberi per ricavare legname
oppure terreni per la costruzione di nuovi edifici, per le coltivazioni o per gli allevamenti.
Le conseguenze del disboscamento sono disastrose: il rischio di frane aumenta, poiché il terreno in pendenza non è più trattenuto dalle forti radici degli alberi;
e, nei mesi invernali, quando la neve è abbondante, trattengono le slavine e le valanghe.
inoltre, l’erosione dovuta allo scorrimento violento delle acque riduce la fertilità del suolo.
Molte specie animali scompaiono perché non hanno più rifugio e la qualità dell’aria peggiora, perché viene a mancare l’apporto di ossigeno da parte delle piante.
Per risolvere questi problemi, oggi si cerca di promuovere la gestione responsabile delle foreste e di realizzare interventi di rimboschimento, con la piantumazione di nuovi alberi.












